Google, a quanto pare, mira a far cadere le barriere linguistiche attualmente presenti nelle relazioni sociali di ogni giorno. Questo grazie alle Pixel Buds, gli auricolari pensati appositamente per lavorare in sinergia con il nuovissimo Google Pixel 2 (di cui avevamo parlato qui).

Sebbene le Pixel Buds siano a conti fatti degli auricolari utilizzabili come tali, Google ha arricchito il proprio prodotti con molte features che non si trovano normalmente su delle cuffie per smartphone, se non sulle rivali di casa Apple AirPods. Tra queste la presenza costante del Google Assistant, che permetterà un controllo pressoché completo del proprio Google Pixel 2 tramite dei semplici comandi vocali.

pixel buds just black

Le Pixel Buds presentano una tecnologia proprietaria di Google, basata sull’utilizzo di 4 microfoni e di un algoritmo per la riduzione del rumore di fondo per permettere un riconoscimento vocale di qualità nettamente migliore. Tecnologia che va a pari passo con il già citato Assistant built-in e con la feature che ha riscosso grande attenzione mediatica: un sistema di traduzione simultanea basata su Google Translate.

Infatti, pronunciando una key-phrase sarà possibile comunicare a Google Assistant di tradurre ciò che andremo successivamente a dire. Le parole verranno processate tramite riconoscimento vocale, tradotte e riprodotte nella nuova lingua tramite degli altoparlanti posti proprio sulle cuffie, con una latenza che va da uno a due secondi. Tempo che permette una conversazione tutto sommato agibile e comprensibile senza dover ricorrere ad un intermediario.

È importante notare come ci siano dei requisiti software per poter utilizzare le Pixel Buds. Infatti sarà possibile utilizzarle come semplici auricolari avendo uno smartphone con Android 5.0 o superiore oppure un dispositivo con iOS 10 o superiore. Per quanto riguarda Google Assistant, i requisiti saranno superiori, passando ad Android 6.0 e all’installazione dell’app dedicata per iOS. Infine, una nota dolente. Come era lecito aspettarsi, la funzione di traduzione simultanea è accessibile solo da smartphone Made By Google, alias i Google Pixel (la retrocompatibilità col primo modello è stata garantita da Google stessa).

Oltre all’evidente sviluppo tecnologico a cui stiamo assistendo, sarà interessante osservare la presenza o meno di una reale facilitazione nei rapporti tra persone parlanti lingue differenti.

 

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