Project Alloy, presentato nell’agosto 2016, aveva fin da subito fatto scaturire dubbi nei sempre più numerosi estimatori della realtà virtuale. Dubbi che, a quanto pare, sono stati confermati.

Intel, infatti, ha recentemente ufficializzato la fine dei lavori sul suddetto progetto. I motivi per i quali si è presa questa decisione sono presto detti: a detta della stessa casa produttrice un visore VR all-in-one risulta troppo limitato rispetto a dei visori la cui elaborazione dati avviene su un PC (come ad esempio Oculus Rift e HTC Vive).

Project Alloy, infatti, avrebbe invece puntato sull’utilizzo di CPU e GPU ottimizzate per la realtà virtuale piuttosto che affidarsi a componenti general purpose. Questo avrebbe permesso di avere tutto l’occorrente per un’esperienza di qualità direttamente nel visore. I vantaggi teorici sono evidenti: completa assenza di cavi, il che garantirebbe un grado di immersione ancora maggiore.

project alloy design
In foto una delle rappresentazioni di Project Alloy.

Purtroppo, si è giunti alla conclusione che i requisiti per garantire un’esperienza VR ottimale sono davvero elevati, e che non possono essere raggiunti, al momento, senza il supporto di un PC.

Intel, tuttavia, ha comunicato di non volersi ritirare dal mondo della realtà virtuale.
I suoi sforzi saranno tuttavia rivolti a dispositivi e tecnologie mirati a potenziare l’esperienza piuttosto che a visori in prima sede. Si parla ad esempio, di implementazioni di AI (artificial intelligence) per il riconoscimento avanzato dei movimenti (con Movidius) o dell’utilizzo di fotocamere con tecnologia RealSense per sfruttare l’analisi della profondità nelle foto o nei video. Inoltre, Intel dichiara di voler puntare a creare degli “ecosistemi VR”, costituiti da un insieme di tecnologie (hardware e software) che unitamente rendono l’immersione pressoché totale.

Insomma, è davvero il caso di dire che chiusa una porta, si apre un portone. L’impegno di Intel nel campo della virtual reality, nonostante il fallimento di Project Alloy, sembra davvero concreto e questo fa ben sperare nel futuro del settore.

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